Diversamente efficaci

La Spagna dovrebbe tornare a suscitare un po’ d’invidia in Italia. Invidia immotivata se si guarda ai conti pubblici. Come ha scritto Marco Fortis sul Sole 24 Ore di ieri, il debito pubblico italiano, sotto scrutinio dei mercati, è cresciuto solo del 26 per cento negli ultimi cinque anni – se calcolato in valore assoluto e non in rapporto al pil come da convenzione – contro il 135 per cento della Spagna, dove peraltro la ricchezza complessiva (pubblica e privata) è inferiore al prodotto interno lordo, al contrario della “virtuosa” Italia.
7 AGO 20
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La Spagna dovrebbe tornare a suscitare un po’ d’invidia in Italia. Invidia immotivata se si guarda ai conti pubblici. Come ha scritto Marco Fortis sul Sole 24 Ore di ieri, il debito pubblico italiano, sotto scrutinio dei mercati, è cresciuto solo del 26 per cento negli ultimi cinque anni – se calcolato in valore assoluto e non in rapporto al pil come da convenzione – contro il 135 per cento della Spagna, dove peraltro la ricchezza complessiva (pubblica e privata) è inferiore al prodotto interno lordo, al contrario della “virtuosa” Italia. Eppure la Spagna ha pure meriti oggettivi, viste le riforme nel mercato del lavoro che hanno rivitalizzato il settore Auto.
Il Financial Times ha scritto che l’automotive è l’unico comparto dove riprende l’occupazione, grazie alla moderazione salariale e ai contratti flessibili, dicono sia manager sia sindacalisti. Le riforme iniziate cinque anni fa hanno agevolato l’insediamento nel paese di Ford, Gm, Renault e Volkswagen. Ora le Case straniere costruiscono stabilimenti e investono miliardi. Il che ricorda il processo innescato dalla Thatcher negli anni 80 che ha elevato la Gran Bretagna d’oggi a hub europeo dell’Auto. Invece il piano Destinazione Italia, lanciato a Wall Street dal premier Letta per attrarre capitali esteri, rischia di ridursi a uno spot pubblicitario perfino secondo l’American Chamber of Commerce in Italy: “I progetti promozionali e comunicativi sono ben accolti, ma non possono in alcun modo sostituire il lavoro da fare in aree critiche dove servono miglioramenti (burocrazia, sistema giudiziario, tasse, mercato del lavoro, trasporti)”. Agli occhi degli investitori, si sa, le riforme contano più delle réclame.